Il Filo di Arianna
Monteroduni (IS)
Il progetto riguarda la ristrutturazione di un’abitazione sviluppata su tre livelli e nasce dall’idea di costruire una forte continuità tra gli spazi attraverso pochi elementi chiari: materia, colore e luce.
Al piano terra si trova l’ingresso, pensato come spazio di filtro tra esterno e dimensione domestica. Fin da qui emerge il principio compositivo che guida l’intero intervento: il dialogo tra due materiali principali, il parquet in rovere naturale e il gres dai toni caldi. Il cambio di pavimentazione non rimane un semplice passaggio funzionale ma diventa un dispositivo progettuale. Il confronto con la muratura in pietra esistente restituisce una stratificazione materica che racconta la storia dell’edificio, mentre un’illuminazione discreta sottolinea le geometrie essenziali della scala.
La scala rappresenta l’elemento centrale del progetto. Il parapetto murario che la accompagna attraversa verticalmente i livelli e penetra all’interno dei piani come un segno netto. La transizione tra i materiali è ripresa anche sulle superfici verticali: dove il pavimento è in parquet le pareti restano bianche, mentre nelle zone in gres assumono una tonalità beige. Il passaggio tra i due materiali segna il cambio di funzione degli spazi e diventa una traccia che accompagna il movimento all’interno della casa.
Il primo piano ospita la zona giorno, organizzata attorno al camino in pietra esistente, mantenuto come fulcro visivo dello spazio. Soggiorno, pranzo e cucina si sviluppano in un ambiente fluido e luminoso, dove il parquet contribuisce a creare un’atmosfera calda e domestica.
All’interno di questa continuità, la cucina si distingue come un volume riconoscibile. Il gres utilizzato nella scala ritorna nel pavimento e risale su pareti e soffitto, definendo uno spazio compatto e materico che si inserisce nella zona giorno come una stanza nella stanza.
Il secondo piano accoglie la zona notte. Nella camera da letto una parete dai toni profondi introduce una variazione cromatica che rende l’ambiente più raccolto e intimo.
L’intervento si costruisce così attraverso pochi materiali e gesti precisi, come un filo che attraversa la casa e ne guida la lettura.

















