Attraverso le sue ricerche pionieristiche, il neuroscienziato Ramachandran sostiene l’esistenza di dieci leggi universali che offrono una panoramica affascinante sulle strutture cognitive e neurali che influenzano la nostra fruizione della bellezza. Il suo lavoro rivela una prospettiva unica sull’intersezione tra mente, cultura e creatività umana.
Mentre queste leggi offrono una struttura intrigante per comprendere l’esperienza estetica, è importante sapere che però le stesse possono essere influenzate, e modificate, da fattori culturali e individuali.
Esploriamo brevemente ciascuna di queste leggi:
Ma queste leggi universali della percezione e dell’esperienza estetica possono influenzare anche la Progettazione Architettonica?
Certamente si, vediamo come:
- Peack Shift: immagina di incontrare un elemento architettonico che ti rapisce con la sua bellezza. Il “Peak shift” consiste nell’amplificare e intensificare quell’emozione positiva, rendendo quell’elemento ancora più irresistibile e coinvolgente per chi lo vive e lo osserva. In pratica, questo significa prendere ciò che risuona con il pubblico e lo spettatore, e rendere quell’elemento ancora più vibrante, più potente, più indimenticabile. È una tecnica di design che trasforma uno spazio in qualcosa di veramente magico, lasciando un’impressione indelebile nella mente di chi lo vive.
- Isolamento: l’isolamento è la capacità di distinguere e mettere in risalto singoli elementi all’interno di un panorama architettonico più ampio, guidando lo sguardo verso particolari dettagli o soggetti artistici che meritano di essere apprezzati. Nella pratica, l’isolamento può essere raggiunto attraverso l’uso sapiente di illuminazione, la disposizione strategica degli elementi architettonici e l’attenzione ai particolari che meritano di essere messi in primo piano.
- Raggruppamento Percettivo: il raggruppamento percettivo si traduce nell’uso sapiente di forme, colori, proporzioni e disposizione degli elementi architettonici per creare pattern visivi coerenti e significativi. Grazie alla capacità dei nostri occhi e della nostra mente di organizzare forme, colori e linee in gruppi coerenti il raggruppamento percettivo crea una narrativa visiva chiara e comprensibile.
- Problem solving percettivo: immagina di esplorare un edificio dove ogni angolo nasconde una sorpresa, dove la luce e l’ombra danzano insieme per svelare nuove prospettive e significati. Questo processo di problem solving non solo arricchisce la nostra comprensione dell’architettura, ma arricchisce anche il nostro apprezzamento per l’arte, trasformando ogni spazio in una tela vivente di mistero e meraviglia.
- Ripetizione e ritmo: come la trama di una storia avvincente, la ripetizione di forme o motivi architettonici crea un ritmo che cattura l’attenzione e guida il flusso delle persone attraverso uno spazio. Questo crea una sensazione di coesione e armonia, rendendo l’esperienza complessiva più piacevole e gratificante. Un esempio potrebbe essere una successione di archi o colonne lungo un portico o un passaggio: la ripetizione di elementi simili crea un ritmo visivo che può influenzare il modo in cui le persone percepiscono e si muovono attraverso lo spazio architettonico creando un ritmo visivo che guida il movimento delle persone.
- Contrasto: il contrasto è come un faro che guida l’attenzione verso ciò che davvero conta. Utilizzare colori, materiali o forme contrastanti per mettere in risalto parti specifiche di un edificio o di uno spazio, creando così un’esperienza visiva coinvolgente , è sicuramente una mossa vincente
- Simmetria: in architettura, la simmetria è come la base solida su cui si costruisce un edificio: trasmette un senso di equilibrio e armonia, creando un’atmosfera invitante e rassicurante. In un progetto è importante cercare di incorporare simmetrie visive per creare strutture che siano esteticamente gradevoli e invitanti.
- Avversione per le coincidenze sospette e per le singolarità: bisogna evitare di creare elementi architettonici che sembrino fuori posto o casuali, poiché disturberebbero l’armonia dello spazio. Ogni scelta di design è pensata per integrarsi perfettamente con il contesto circostante, creando un’esperienza coesa e piacevole per chi lo vive.
- Equilibrio: l’equilibrio è la chiave per un design riuscito. Considerare attentamente la distribuzione di volumi e aperture all’interno di uno spazio, per creare una sensazione di stabilità e piacevolezza visiva, è molto importante. Quando ogni elemento è al suo posto, l’intero ambiente risulta armonioso e accogliente.
- Metafora: ogni dettaglio architettonico è come una parola nel linguaggio dell’esperienza umana. Progettare inserendo significati simbolici o metaforici, per comunicare concetti più ampi, aiuta ad evocare emozioni profonde. In questo modo, trasformiamo lo spazio in un’opera d’arte che racconta storie e suscita sensazioni.
E tu, quale approccio adotteresti nell’applicare questi principi al tuo prossimo progetto?









