Oltre i confini dell’Estetica. Alla scoperta delle Leggi Universali che trasformano lo Spazio in Arte.

Attraverso le sue ricerche pionieristiche, il neuroscienziato Ramachandran sostiene l’esistenza di dieci leggi universali che offrono una panoramica affascinante sulle strutture cognitive e neurali che influenzano la nostra fruizione della bellezza. Il suo lavoro rivela una prospettiva unica sull’intersezione tra mente, cultura e creatività umana.

Mentre queste leggi offrono una struttura intrigante per comprendere l’esperienza estetica, è importante sapere che però le stesse possono essere influenzate, e modificate, da fattori culturali e individuali.

Esploriamo brevemente ciascuna di queste leggi:

Ma queste leggi universali della percezione e dell’esperienza estetica possono influenzare anche la Progettazione Architettonica?

Certamente si, vediamo come:

  1. Peack Shift: immagina di incontrare un elemento architettonico che ti rapisce con la sua bellezza. Il “Peak shift” consiste nell’amplificare e intensificare quell’emozione positiva, rendendo quell’elemento ancora più irresistibile e coinvolgente per chi lo vive e lo osserva. In pratica, questo significa prendere ciò che risuona con il pubblico e lo spettatore, e rendere quell’elemento ancora più vibrante, più potente, più indimenticabile. È una tecnica di design che trasforma uno spazio in qualcosa di veramente magico, lasciando un’impressione indelebile nella mente di chi lo vive.
  2. Isolamento: l’isolamento è la capacità di distinguere e mettere in risalto singoli elementi all’interno di un panorama architettonico più ampio, guidando lo sguardo verso particolari dettagli o soggetti artistici che meritano di essere apprezzati. Nella pratica, l’isolamento può essere raggiunto attraverso l’uso sapiente di illuminazione, la disposizione strategica degli elementi architettonici e l’attenzione ai particolari che meritano di essere messi in primo piano.
  3. Raggruppamento Percettivo: il raggruppamento percettivo si traduce nell’uso sapiente di forme, colori, proporzioni e disposizione degli elementi architettonici per creare pattern visivi coerenti e significativi. Grazie alla capacità dei nostri occhi e della nostra mente di organizzare forme, colori e linee in gruppi coerenti il raggruppamento percettivo crea una narrativa visiva chiara e comprensibile.
  4. Problem solving percettivo: immagina di esplorare un edificio dove ogni angolo nasconde una sorpresa, dove la luce e l’ombra danzano insieme per svelare nuove prospettive e significati. Questo processo di problem solving non solo arricchisce la nostra comprensione dell’architettura, ma arricchisce anche il nostro apprezzamento per l’arte, trasformando ogni spazio in una tela vivente di mistero e meraviglia.
  5. Ripetizione e ritmo: come la trama di una storia avvincente, la ripetizione di forme o motivi architettonici crea un ritmo che cattura l’attenzione e guida il flusso delle persone attraverso uno spazio. Questo crea una sensazione di coesione e armonia, rendendo l’esperienza complessiva più piacevole e gratificante. Un esempio potrebbe essere una successione di archi o colonne lungo un portico o un passaggio: la ripetizione di elementi simili crea un ritmo visivo che può influenzare il modo in cui le persone percepiscono e si muovono attraverso lo spazio architettonico creando un ritmo visivo che guida il movimento delle persone.
  6. Contrasto: il contrasto è come un faro che guida l’attenzione verso ciò che davvero conta. Utilizzare colori, materiali o forme contrastanti per mettere in risalto parti specifiche di un edificio o di uno spazio, creando così un’esperienza visiva coinvolgente , è sicuramente una mossa vincente
  7. Simmetria: in architettura, la simmetria è come la base solida su cui si costruisce un edificio: trasmette un senso di equilibrio e armonia, creando un’atmosfera invitante e rassicurante. In un progetto è importante cercare di incorporare simmetrie visive per creare strutture che siano esteticamente gradevoli e invitanti.
  8. Avversione per le coincidenze sospette e per le singolarità: bisogna evitare di creare elementi architettonici che sembrino fuori posto o casuali, poiché disturberebbero l’armonia dello spazio. Ogni scelta di design è pensata per integrarsi perfettamente con il contesto circostante, creando un’esperienza coesa e piacevole per chi lo vive.
  9. Equilibrio: l’equilibrio è la chiave per un design riuscito. Considerare attentamente la distribuzione di volumi e aperture all’interno di uno spazio, per creare una sensazione di stabilità e piacevolezza visiva, è molto importante. Quando ogni elemento è al suo posto, l’intero ambiente risulta armonioso e accogliente.
  10. Metafora: ogni dettaglio architettonico è come una parola nel linguaggio dell’esperienza umana. Progettare inserendo significati simbolici o metaforici, per comunicare concetti più ampi, aiuta ad evocare emozioni profonde. In questo modo, trasformiamo lo spazio in un’opera d’arte che racconta storie e suscita sensazioni.

E tu, quale approccio adotteresti nell’applicare questi principi al tuo prossimo progetto?